ISOLA IN CITTÀ

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La Fondazione Manuli, che da molti anni si occupa della cura dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie offrendo loro un aiuto concreto, ha avuto la possibilità di osservare, in questi ultimi anni di cambiamenti socio-demografici, come per questi ammalati non siano importanti solo e sempre le terapie tradizionali, ma siano fondamentali anche momenti terapeutici di tipo stimolativo ed artistico, le cosiddette terapie non farmacologiche. Purtroppo tali aspetti sono sottovalutati e poco presenti sul territorio, ma si ritiene che possano essere di grande giovamento per conferire una buona qualità di vita a questi soggetti e una sensazione di benessere, che si ripercuote positivamente anche sulla manifestazione dei comportamenti anomali degli stessi alleggerendo i care giver dal gravoso carico assistenziale.

La Fondazione Manuli riscontra quotidianamente nelle famiglie, oltre ai problemi relativi alla gravosa gestione pratica, il grande problema della solitudine e dell’isolamento (problema citato dall’86% degli intervistati nell’ indagine effettuata nel 2008 dall’istituto Ispo, Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione - Prof. Renato Mannheimer; vedi pubblicazione Un’isola in città per non sentisi più soli ). Per questo motivo la Fondazione ha voluto creare momenti di  coesione che si concretizzano in stimolazione per i malati e formazione e supporto per i familiari al di fuori del domicilio.

E' nell'ottica di offrire questo supporto importantissimo che si colloca l'intervento previsto dall' iniziativa ISOLA IN CITTA’ rivolto ai malati di Alzheimer e dei loro familiari. L'uso e lo sviluppo della creatività e della cura  così come sono proposti da Arte Terapia, da Danza Movimento Terapia e da Pet Therapy,  facilitano in questa particolare tipologia di malati per i quali la perdita della memoria si accompagna a quella dell'identità, il recupero di facoltà residue che permettono all'individuo un'affermazione di sé e di sentirsi ancora considerato e valorizzato nella sua interezza di persona.  

Nel 2009 si sono svolti i primi cicli pilota di tale esperienza grazie alla collaborazione di professionisti della Associazione Art Therapy Italiana  che hanno prestato la loro conoscenza presso i locali della Fondazione Manuli - Onlus dedicati allo svolgimento di queste terapie psicosociali. I positivi risultati raggiunti con i primi  incontri  hanno dato la possibilità di credere in una nuova programmazione per il futuro. Ciclicamente si svolgono infatti cicli di Danza Movimento Terapia, Arte Terapia e  Pet Therapy  (quest'ultima in collaborazione con SIUA - Società di Interazione Uomo Animale, presieduta dal prof Roberto Marchesini). Tali terapie sono stati oggetto di uno progetto di ricerca per valutarne l'efficacia (grazie alla collaborazione del professor Livio Bressan, Dirigente medico neurologo, Istituti Clinici di Perfezionamento - Milano, Professore a contratto Università Bicocca - Milano) che ha previsto una osservazione scientifica  prima durante e al termine del ciclo di incontri.  Naturalmente questi incontri rappresentano un momento importante anche per i care giver familiari e badanti che grazie al supporto di psicologi presenti in Fondazione possono trovare apportunità di condivisione delle proprie esperienze. Scarica gli atti contenenti la ricerca.

Sempre nell’ambito delle terapie psicosociali, Fondazione Manuli – Onlus offre la possibilità di apprendere il Metodo ABC,basato sulla conversazione. Il vissuto dei familiari, già difficoltoso per i molteplici problemi causati dalla malattia di Alzheimer, diventa ancora più faticoso e pesante quando nella vita quotidiana non si riesce più a comunicare con la parola. Quando il care giver si accorge che, nonostante il tempo e l’energia dedicati, nonostante le infinite cure, il malato continua a peggiorare e la comunicazione diventa sempre più difficile, al peso della malattia si aggiunge il peso della frustrazione e un senso di impotenza. Il Metodo ABC nasce per far fronte a questi problemi ed ha lo scopo di aiutare i partecipanti a diventare degli curanti esperti nell’uso della parola. Tali interventi sono finalizzati anche al paziente Alzheimer con scopo di tener vivo l’uso della parola nella vita quotidiana, nonostante i problemi di comunicazione causati dalla malattia.