ALZHEIMER CAFÈ MILANO

La malattia di Alzheimer si caratterizza come una sindrome demenziale ad andamento cronico progressivo di entità tale da compromettere inesorabilmente la vita di relazione.

Per assistere questo tipo di ammalato il caregiver riduce progressivamente ed inesorabilmente tutti i contatti sociali, arrivando ad isolarsi e a rompere anche i legami più importanti. L’assistenza assorbe tutto il tempo e sembra che non vi possa essere spazio per niente altro: tale isolamento ha ripercussioni sull’equilibrio psicologico del caregiver e sulla stessa qualità dell’assistenza.
Accanto a questo aspetto l’inadeguatezza del malato, provocando imbarazzo, tende a favorire l’isolamento; costui, inoltre, non riuscendo ad espletare in modo corretto la comunicazione, tende a rinunciarvi, con conseguente peggioramento funzionale.

L’esperienza dell’Alzheimer Cafè Milano è nata proprio per combattere l’isolamento sociale, attraverso il recupero dei contatti e degli scambi interpersonali, e favorire il mantenimento di abilità e funzioni altrimenti destinate ad essere perdute, anche perché non impiegate in modo adeguato.

L’iniziativa nasce nel 1997 da un’idea del medico olandese Bère Miesen, il quale si era reso conto che, per i malati di Alzheimer, le cure erano insufficienti e che era necessario investire di più nelle terapie psico-sociali. Si diffonde successivamente in altre città europee sensibili al tema, come Londra, Vienna, Parigi.

In Italia in questi ultimissimi anni sono state realizzate alcune esperienze di Alzheimer Cafè, spazi protetti in cui i malati ed i loro familiari possono interagire a livello interpersonale, i primi mantenendo attive le funzionalità sociali residue e i secondi trovandosi in un ambiente informale in cui poter spezzare la faticosa routine dell’assistenza, parlare dei propri problemi e delle strategie trovate per risolverli, per conoscere bene la malattia e i suoi sintomi e per trascorrere alcune ore in un’atmosfera accogliente, centrata sull’ascolto.

La Fondazione Manuli - Onlus, consapevole delle accentuate difficoltà che i familiari dei malati incontrano in una città dispersiva quale Milano, più che nelle piccole realtà, ha desiderato fortemente sperimentare un modello che si è concretizzato in questi ultimi anni di attività.

Gli obiettivi dell’Alzheimer Cafè Milano possono essere identificati in:

  • combattere l’isolamento favorendo il mantenimento ed il potenziamento dei contatti sociali sia per il malato che per i suoi familiari;

  • riabilitare il malato ed i familiari, attraverso contatti più allargati ed in un contesto di normalità, ad avere una capacità relazionale più “sana”;

  • migliorare la qualità dell’assistenza mediante una formazione di esperti della materia;

  • creare reti di solidarietà fra le famiglie dei malati di Alzheimer, con funzione di auto-mutuo-aiuto.

Gli incontri si svolgono settimanalmente presso l’Istituto dei Ciechi a Milano (grazie alla concessione del Comune di Milano in partecipazione con l’Istituto stesso), con un’accoglienza di 20 malati (e rispettivi familiari) ad ogni incontro

Il programma di questi appuntamenti prevede:

  • uno spazio (creato nel contesto di un bar) ludico-ricreativo e stimolativo-riabilitativo (giochi, letture, musica, attività motorie, ecc.) , per i malati di Alzheimer, mediante l’intervento di un terapista occupazionale e con il supporto di operatori e volontari per l’assistenza;

  • intervento (in un locale separato dal precedente) di esperti del settore (terapista, psicologo, medico, infermiere, assistente sociale, avvocato, ecc.) che sensibilizzano e formano/informano i familiari dei malati su temi inerenti la malattia, permettendo agli stessi di avere spazi di condivisione e di scambio che fungano anche da auto-mutuo-aiuto;

  • un momento comune più conviviale che apporti coesione tra i partecipanti, in un clima di empatico e di "festosità" assaporando insieme un caffè e gustando dei pasticcini e dei biscotti, con un sottofondo musicale di intrattenimento.

E’ importante sottolineare come quello che può apparire come un “pomeriggio diverso in compagnia e serenità” sia in realtà un intervento assolutamente professionale, fatto di una progettazione, di una metodica ben precisa, di momenti di riflessione atti al miglioramento continuo; ogni fase dell’attività è pensata in funzione di determinati obiettivi e comporta un accurato lavoro di preparazione.

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